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 21 novembre 2011

L’uomo nero, quello delle fiabe che ci raccontavano da bambini per spaventarci o educarci alla prudenza, che vestiva i panni del lupo cattivo, tendeva agguati nell’oscurità dei boschi, aspettava nascosto dietro un angolo o ti sorprendeva in una strada buia, credevamo esistesse solo nelle pagine dei libri per l’infanzia. Invece no, è vivo e presente nella realtà quotidiana e uccide. Soprattutto le donne. I dati sugli omicidi di donne sono impressionanti: ogni tre giorni, in Italia, una donna muore vittima di violenze subite da parte di quell’ ”uomo nero” che nella maggioranza dei casi è rappresentato dall’uomo che ama, marito, compagno o partner, al quale ha dedicato la propria vita e dato dei figli.

L’argomento, di cui si parla poco pubblicamente perché quasi inconfessabile alle coscienze, è stato oggetto di una interessante conferenza promossa dalla presidente della FIDAPA BPW ITALY di Pordenone, Dora Paronuzzi, nell’ambito delle manifestazioni per la “Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza alle Donne”. Relatrici la dott.ssa Ester Pacor, presidente del Forum delle donne di Trieste, la scrittrice Cinzia Lacalamita, che ha presentato per l’occasione il suo libro “L’uomo nero esiste” e la prof.ssa Maria De Stefano, presidente di “Voce Donna”, centro antiviolenza operante a Pordenone.

Tra il pubblico numerose socie tra cui le rappresentanti delle Commissioni Pari Opportunità del territorio: Santina Zannier e Annamaria Poggioli, rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione Regionale, Sasha Boranga, presidente della Commissione Provinciale e Anita Zanin della Commissione Comunale.

“Se guardiamo le statistiche degli ultimi dieci anni, la violenza sulle donne ha subito un’escalation impressionante diventando quasi un’emergenza sociale - ha detto la portavoce del centro antiviolenza di Pordenone - una piaga che matura sempre più spesso nelle pareti domestiche, presente anche nella nostra città, dove solo nello scorso anno Voce Donna ha risposto a circa quattrocento chiamate di soccorso e accolto nelle sue strutture centocinquanta donne, prevalentemente italiane”. Una piaga invisibile, sopportata in silenzio, sottaciuta come argomento tabù che genera vergogna e umiliazione proprio nei soggetti che la subiscono e non la denunciano per amore dei figli, per salvare i rapporti affettivi e familiari finché non degenera in irrimediabile tragedia.

“La violenza contro la donna è forse la più vergognosa violazione dei diritti umani, che non conosce confini - ha detto Kofi Annan - finché durerà non potremo dire di aver compiuto progressi verso l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace”. Per questo la Fidapa ha preparato un progetto che il prossimo anno verrà portato nelle scuole del territorio con lo scopo di educare le nuove generazioni al rispetto dell’altro e a un modo più civile e umano di intendere le relazioni tra i sessi, “due solitudini che si proteggono e si inchinano l’uno innanzi all’altra”.

* (R.M. Rilke)                                                                                                         Carla Paoloni