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Relazione ed argomenti trattati
nella conferenza.
Non è civile una società che non si
batta per un 'applicazione equa delle pari opportunità. Il
problema si pone particolarmente per le donne, chiamate, loro
malgrado, ad una forzata conciliazione tra privato e lavoro.
L'evento più delicato, in questo senso, è la maternità, non
disgiunto dalle retribuzioni salariali inferiori,a parità di
ruoli, e dal rinnovato quadro pensionistico. Questi gli
argomenti, oggetto di dibattito, introdotto e coordinato da Rita
Moretto, funzionario Ascom, affrontati nell'incontro promosso
dall'associazione Fidapa di Pordenone, giovedì 19 aprile nella
saletta ex convento di San Francesco.
Elisa Schiavi, psicoterapeuta e
consulente risorse umane, partendo dalla constatazione
provocatoria della maternità come indiscusso business per il
mercato, sottolinea la moltiplicazione di lavoro insita nei
plurimi risvolti di tale evento, a cominciare dalla riproduzione
fisica della futura forza lavoro, oltre all'impiego di operatori
rispondenti alle esigenze di accudimento o di delega in luogo
del genitore. In considerazione di ciò, ma ,soprattutto, grazie
ad un un patto di piena corresponsabilità tra azienda e
lavoratrice un imprevisto, apparentemente turbativo per il
datore di lavoro, si può trasformare in un'occasione di cambio
di scenario: da presunta complicazione a stimolante opportunità.
Tale prospettiva comunque punta sulla priorità del concetto di
benessere dell'individuo come base di partenza per
un'esplicazione serena delle proprie doti nell'ambito
relazionale e lavorativo.
Non gestire opportunamente la
“maternità” da parte del mondo del lavoro,invece, blocca le
potenzialità della donna , ne erode l'identità professionale e
le impedisce di riprendere i propri spazi. Il lavoro ,inoltre
,insieme all'investimento professionale risulta salvaguardia
primaria nei diversi cicli della vita di malesseri emotivi a
sfondo depressivo. Dunque salvaguardarlo da parte del datore di
lavoro è un atto d'intelligenza. E' la tutela di un diritto.
Tocca pertanto alle grandi aziende o a reti di piccole imprese
aggiornarsi in questi termini perchè il metodo vinca
sull'imprevisto e la lungimiranza sull'improvvisazione. o
l'arbitrio. Se dunque le prospettive di gestione delle risorse
umane propongono mete consapevoli e dinamiche, molta strada pare
si debba ancora percorrere riguardo alla parificazione salariale
tra uomo e donna che risulta sperequata soprattutto
tra gli operai specializzati, gli impiegati e i dirigenti
fino al 20%.Ad aggravare la situazione al femminile è il fatto
chela richiesta del part time per esigenze familiari compromette
la situazione pensionistica in termini di riduzione della somma
finale. Una novità interessante a questo riguardo nel pubblico
impiego, oltre ad altre interessanti precisazioni, è stata resa
nota da Speranza Moro , responsabile servizi all'utenza I.N.P.S.
e consiste nella possibilità di riscatto dell'assenza per
maternità. Infine un quadro rigoroso e dettagliato sull'ampia
casistica prevista dalle nuove norme che regolano la quiescenza
,e sulle articolate problematiche ad essa connesse sono state
efficacemente illustrate da Susanna Goldin, esperta in materia
pensionistica Sede provinciale I:N.P.S.
Angela Mormile
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