| giovedì
27 ottobre 2011
EPOPEA DEI LAVORATORI FRIULANI
LUNGO LA TRATTA DELLA TRANSIBERIANA
ALL’INIZIO DEL ‘900

TRANSIBERIANA: UN'EPOPEA FRIULANA
Transiberiana, un nome che evoca terre
lontane, paesaggi sconfinati, freddo e gelo, fatiche immani
sopportate a quaranta, cinquanta gradi sotto zero, quasi a mani
nude, da tanti uomini per realizzare il sogno dello zar
Alessandro II di unificare con una ferrovia, agli inizi del
'900, il suo immenso impero: da Mosca fino al mar del Giappone,
novemila chilometri di distanza!. Alla concretizzazione di quel
sogno, nel punto più impervio e duro, circa a metà strada tra
Mosca, la partenza, e Vladivostock, l'arrivo, a ridosso del lago
Bajkal, tra i monti di dura pietra che lo circondano, hanno
lavorato tra il 1894 ed il 1908 gruppi di friulani, esperti
scalpellini, che con la loro forza ed abilità hanno abbattuto
muri di pietra, scavato tiunnel, gallerie, ponti e perforato,
con i mezzi rudimentali di allora, il ghiaccio del lago per
installarvi piloni di ferro a sostegno della ferrovia. Storie di
uomini tenaci che, lasciata la famiglia nei paesi di origine,
Clauzetto, Aviano, Buja, Tramonti, Campone, Osoppo, Spilimbergo,
Vito d'Asio, Forgaria, Polcenigo, Pinzano e molti altri, sono
andati nel profondo "Far East" in cerca di fortuna e che in
quelle sterminate pianure di ghiaccio, a distanze siderali
da casa, conservavano gelosamente nascosto il gruzzolo, frutto
delle proprie fatiche, da consegnare ai familiari al ritorno,
consapevoli che avrebbe risolto per sempre la loro condizione.
Storie che si intrecciano con la "Grande Storia", quella della
Rivoluzione del '17 che travolge tutto con la sua violenza e
vanifica quei sacrifici. Storie di uomini che hanno perso la
vita tra quei ghiacci o cercato il calore di di un'altra casa
lasciando sul posto i loro nomi, incisi sulle croci dei cimiteri
o portati con orgoglio dai discendenti che oggi, nel cuore della
Russia parlano friulano e nell'Università di Irkutsk, capitale
della Siberia, hanno voluto la frequentatissima facoltà di
"Lingua e Letteratura Italiana". Questo il tema con il quale la
neo presidente della sezione FIDAPA di Pordenone Dora Paronuzzi
ha voluto iniziare l'attività dell'anno sociale 2011 - 2012,
giovedì scorso nella saletta dell'ex convento S. Francesco.
L'argomento è stato illustrato, corredato da documenti scritti e
fotografia dell'epoca, dal prof. Angelo Floramo, docente di
Lingua e Letteratura Italiana e Storia all'istituto tecnico di
Gemona e collaboratore dell'Archivio Storico Italiano, cultore
della materia presso la cattedra di Lingue e Letteratura latina
medioevale dell'Università degli Studi di Trieste. Floramo ha
anche relazionato sul Convegno tenutosi sull'argomento, lo
scorso mese di settembre, proprio a Irkutzsk, a cui ha
partecipato insieme a Pier Giorgio Zannese di Fiume Veneto e dal
quale ha riportato il libro in cirillico "Gli italiani sulle
rive del lago Bajkal" della scrittrice russa Elvira
Kamenscikova, insigne studiosa russa, che in esso ricorda le
vicende di quell' "epopea friulana" ed annota centinaia di nomi
e luoghi di provenienza di quegli uomini che, testimoni delle
capacità e carattere di un popolo, hanno scritto una pagina di
storia indimenticabile. Non ha mancato poi di descrivere e
documentare i toccanti incontri con alcuni discendenti presenti
al Convegno, come quelli di Romano Rodaro, Buja, Albina Rugo
parente di Sante Rugo di Campone e Tatiana Shekera, nota
giornalista russa, il cui nonno, Antonio Toneatti, era
originario di Clauzetto: al Convegno ha svolto una toccante
relazione "Il nonno che non ho conosciuto". Ora ci si augura che
il libro di Elvira, ricco anche di foto d'epoca, sia stampato
anche in lingua italiana, con il necessario concorso finanziario
di enti pubblici, associazioni e privati.
Carla Paoloni
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Venerdi' 18 Novembre 2011
Fidapa, iniziata l'attività con
"Transiberiana, un'epopea friulana"
Esordio per la neo presidente della sezione FIDAPA di Pordenone, Dora
Paronuzzi
PORDENONE
- Transiberiana, un nome che evoca terre lontane, paesaggi
sconfinati, freddo e gelo, fatiche immani sopportate a quaranta,
cinquanta gradi sotto zero, quasi a mani nude, da tanti uomini per
realizzare il sogno dello zar Alessandro II di unificare con una
ferrovia, agli inizi del '900, il suo immenso impero: da Mosca fino al
mar del Giappone, novemila chilometri di distanza!
Alla concretizzazione di quel sogno, nel punto più impervio e duro, circa
a metà strada tra Mosca, la partenza, e Vladivostock, l'arrivo, a
ridosso del lago Bajkal, tra i monti di dura pietra che lo circondano,
hanno lavorato tra il 1894 ed il 1908 gruppi di friulani, esperti
scalpellini, che con la loro forza ed abilità hanno abbattuto muri di
pietra, scavato tunnel, gallerie, ponti e perforato, con i mezzi
rudimentali di allora, il ghiaccio del lago per installarvi piloni di
ferro a sostegno della ferrovia.
Storie di uomini tenaci che,
lasciata la famiglia nei paesi di origine, Clauzetto, Aviano, Buja,
Tramonti, Campone, Osoppo, Spilimbergo, Vito d'Asio, Forgaria,
Polcenigo, Pinzano e molti altri, sono andati nel profondo "Far East"
in cerca di fortuna e che in quelle sterminate pianure di ghiaccio, a
distanze siderali da casa, conservavano gelosamente nascosto il
gruzzolo, frutto delle proprie fatiche, da consegnare ai familiari al
ritorno, consapevoli che avrebbe risolto per sempre la loro
condizione.
Storie che si intrecciano con la "Grande Storia", quella della
Rivoluzione del '17 che travolge tutto con la sua violenza e vanifica
quei sacrifici. Storie di uomini che hanno perso la vita tra quei
ghiacci o cercato il calore di un'altra casa lasciando sul posto i
loro nomi, incisi sulle croci dei cimiteri o portati con orgoglio dai
discendenti che oggi, nel cuore della Russia parlano friulano e
nell'Università di Irkutsk, capitale della Siberia, hanno voluto la
frequentatissima facoltà di "Lingua e Letteratura Italiana".
Questo il tema con il quale la neo presidente della sezione FIDAPA
di Pordenone, Dora Paronuzzi, ha voluto iniziare l'attività
dell'anno sociale 2011 - 2012, nei giorni scorsi, nella saletta
dell'ex convento S. Francesco. L'argomento è stato illustrato,
corredato da documenti scritti e fotografia dell'epoca, dal prof.
Angelo Floramo, docente di Lingua e Letteratura Italiana e Storia
all'istituto tecnico di Gemona e collaboratore dell'Archivio Storico
Italiano, cultore della materia presso la cattedra di Lingue e
Letteratura latina medioevale dell'Università degli Studi di Trieste.
Floramo ha anche relazionato sul Convegno tenutosi sull'argomento, lo
scorso mese di settembre, proprio a Irkutzsk, a cui ha partecipato
insieme a Pier Giorgio Zannese di Fiume Veneto e dal quale ha
riportato il libro in cirillico "Gli italiani sulle rive del lago
Bajkal" della scrittrice russa Elvira Kamenscikova, insigne
studiosa russa, che in esso ricorda le vicende di quell' "epopea
friulana" ed annota centinaia di nomi e luoghi di provenienza di
quegli uomini che, testimoni delle capacità e carattere di un popolo,
hanno scritto una pagina di storia indimenticabile.
Non ha mancato poi di descrivere e documentare i toccanti incontri con
alcuni discendenti presenti al Convegno, come quelli di Romano Rodaro,
Buja, Albina Rugo parente di Sante Rugo di Campone e Tatiana Shekera,
nota giornalista russa, il cui nonno, Giovanni Toneatti, era
originario di Clauzetto: al Convegno ha svolto una toccante relazione
"Il nonno che non ho conosciuto". Ora ci si augura che il libro di
Elvira, ricco anche di foto d'epoca, sia stampato anche in lingua
italiana, con il necessario concorso finanziario di enti pubblici,
associazioni e privati.
Pubblicato Martedì, 01/11/2011
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